Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

Discussioni su ciò che accade nella nostra città

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Claudio
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Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

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Ricevo e pubblico:
Toccherà anche la città di Oria il vasto movimento di opposizione alla riforma Gelmini della scuola. Un gruppo di insegnanti iscritti alla Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil ha infatti organizzato, per lunedì 20, una manifestazione nell’area antistante alla scuola elementare “E. De Amicis” in via Renato Lombardi. Obiettivo dichiarato è prima di tutto informare i genitori su quanto sta avvenendo nel mondo della scuola ed invitarli ad una riflessione serena, al di là di ogni strumentalizzazione politica. Nell’orario coincidente con l’entrata e l’uscita degli alunni, verranno distribuiti dei volantini sui contenuti meno noti della riforma. Se infatti si è fatto un gran parlare del ritorno del grembiulino, del voto in condotta e dell’educazione civica, secondo il personale docente si tratta di aspetti tutto sommato marginali nella vita di ogni giorno. Ciò che invece cambierà, a loro parere, il volto dell’istruzione pubblica di domani sarà l’incremento massiccio degli alunni per classe, la diminuzione dell’orario delle discipline in tutti gli ordini di scuola, la fine dell’insegnamento in equipe con il ritorno al maestro unico. Proprio su questo punto gli organizzatori intendono fermarsi con i genitori a parlare delle ragioni per cui ritengono che questa sia ormai una soluzione improponibile con i bambini di oggi. Si procederà inoltre alla raccolta di firme della petizione popolare per chiedere la revisione della legge.

Fonte: http://franceskadabramo.blogspot.com/
Invito eventuali insegnanti contrari alla riforma a scrivere qui nel forum le motivazioni, visto per ora qui c'è una maggioranza di favorevoli (io in primis), così possiamo garantire la pluralità di opinioni, nel rispetto reciproco.

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Paola
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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

Messaggio da Paola »

Mia madre è un'insegnante della Camillo Monaco ed è contraria alla riforma...solo che non può intervenire dato che non è iscritta e poi il computer si è rotto! ;)
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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

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Scuola, rivolta anti Gelmini
Repubblica — 17 ottobre 2008 pagina 1 sezione: PALERMO

VIA alla mobilitazione anti Gelmini sia all' Università che nel mondo della scuola. Una giornata calda si preannuncia per lunedì 20: il ministro Mariastella Gelmini sarà ospite d' onore allo Steri, e gli studenti minacciano di accoglierla con un presidio. I Cobas oggi lanciano una giornata di sciopero nelle scuole mentre l' Unione degli studenti medi prepara tre giornate di occupazione. Intanto in Sicilia i tagli varati dal ministro provocheranno l' accorpamento di 259 scuole: 49 in provincia di Palermo, 52 a Messina, 21 ad Agrigento. E in provincia di Palermo sono a rischio 70 plessi con meno di 50 alunni.
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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

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A Napoli chiudono 42 scuole addio al Bernini e al Della Porta
Repubblica — 18 ottobre 2008 pagina 11 sezione: NAPOLI

A rischiare davvero sono 386 presidi ed altrettanti direttori amministrativi. La chiusura delle scuole "sottodimensionate", quelle con meno di 500 alunni, riguarderà soprattutto loro, che si ritroveranno senza l' istituto da dirigere. Docenti, famiglie e alunni saranno colpiti solo in minima parte. Il provvedimento della Gelmini, che impone alle Regioni il dimensionamento della rete scolastica per tener fede ad esigenze di razionalizzazione della spesa (pena il commissariamento degli enti locali), comporterà, in Campania, la chiusura di 386 scuole. Ma non di una vera e propria chiusura si tratterà, piuttosto dell' accorpamento di quegli istituti con altri più o meno vicini sul territorio. L' elenco delle scuole coinvolte nell' operazione lo fornisce la senatrice del Pd Anna Maria Carloni, segretario della commissione Bilancio del Senato. «La commissione sarà impegnata nei prossimi giorni nell' esame del decreto presentato dal ministro Gelmini - afferma la Carloni - Il Pd si opporrà alla sua conversione in legge. Si tratta di difendere, tra l' altro, quei Comuni che resterebbero privi di un' istituzione importante come la scuola». Curiosando nell' elenco degli istituti che dovrebbero accorparsi ad altri, si scopre che nella città di Napoli ce ne sono 42 (94 in tutta la provincia), e che persino un' istituzione come il Convitto nazionale finirebbe nella giostra del dimensionamento. Per non parlare dell' Istituto professionale per ciechi, il Colosimo, e della scuola media, sempre per ciechi, Martuscelli. Quest' ultima se la passa peggio di altre: ospita meno di 50 alunni ed è dunque a rischio di chiusura tout-court. Infatti gli istituti che non raggiungono la soglia dei 50 studenti sono, nelle intenzioni del ministero, da tagliare e basta. Con conseguenze che si faranno sentire soprattutto nei piccoli comuni e nelle zone di montagna. A Napoli finiranno accorpate (con quali istituti?) scuole medie come la Svevo e la Schipa, la Aliotta, la Bordiga e la Giotto-Monti, la Santa Maria di Costantinopoli, la Minniti e la Gigante, la Levi e la Cavour. Più complicata la vicenda delle scuole superiori, nelle quali l' accorpamento è più difficile da realizzare, visto che gli indirizzi sono diversi. Nell' elenco degli istituti che vedranno cancellata la propria autonomia ecco allora scuole storiche come l' istituto per geometri Della Porta, l' istituto professionale per l' industria e l' artigianato Bernini, il Caselli, il Caracciolo, il Petriccione. Istituti che hanno formato generazioni di tecnici e di artigiani napoletani. Un' applicazione cieca dei parametri previsti dalla Gelmini penalizzerebbe anche istituti che sono appena al di sotto dei tetti di alunni previsti da Roma. Moltissime sono infatti le scuole che se è vero che non arrivano a 500 studenti ne contano appena di meno. Come l' Axel Munthe di Anacapri (461 ragazzi), il Nievo di Capri (489), l' istituto comprensivo di Barano d' Ischia (481), il Don Guanella di Napoli (497), la media Gadda di Quarto (492), il liceo classico di Cava de' Tirreni (495), l' istituto comprensivo di Vietri sul Mare (480). Idem per il «Duca D' Aosta» di Napoli, il cui dirigente scolastico, Eugenio Tipaldi, lamenta che il Comune ha ipotizzato a sua totale insaputa l' accorpamento del suo istituto, che vanta comunque 470 alunni, con il «Pasquale Scura». Proposta già esaminata dalla II Municipalità e ora all' attenzione del dirigente scolastico regionale Alberro Bottino. Il decreto che ingiunge alle Regioni di varare i piani di dimensionamento della rete scolastica andrà presto in Senato e il Pd promette battaglia. Ieri si sono pronunciati contro gli eventuali tagli di istituti anche la senatrice Teresa Armato, il coordinatore provinciale del Pd Domenico Tuccillo e, dalla segreteria regionale, Antonio Marciano. Su napoli.repubblica.it l' elenco completo di tutte le scuole a rischio chiusura. - BIANCA DE FAZIO


una regione che ci riguarda molto...

Cgil in piazza, governo nel mirino 'In Puglia chiuse 168 scuole'
Repubblica — 27 settembre 2008 pagina 5 sezione: BARI

Centosessantotto scuole pubbliche pugliesi potrebbero chiudere i battenti il prossimo anno. Sarebbe questa secondo la Flc Cgil la prima conseguenza del disegno di legge firmato dal ministro per l' Istruzione Maria Stella Gelmini e della legge finanziaria licenziata dal governo che prevede tagli a tutto il sistema scolastico. Delle 926 scuole esistenti in Puglia, una parte consistente potrebbe dunque scomparire o essere sottoposta ad accorpamento. Il danno più grave lo subirebbero di sicuro, avverte il sindacato, i Comuni più piccoli. E nemmeno la deroga disposta proprio qualche giorno fa dalla giunta regionale pugliese al limite dei 500 alunni al di sotto dei quali scatta l' accorpamento potrebbe non essere efficace. Secondo un documento ancora ufficioso del ministero della Pubblica istruzione, fa sapere la Flc Cgil Puglia, si prevede di ridurre il numero dei direttori dei servizi amministrativi e quindi dei dirigenti di 700 unità, a partire dal prossimo anno. "Di conseguenza - spiega Paolo Peluso, segretario generale del sindacato - il ministero potrebbe costringere le Regioni a operare nella direzione di ridurre il numero di scuole complessivo, autorizzando un numero di posti da dirigente scolastico inferiore rispetto a quello attuale, che per la Puglia è appunto di 926. Sarebbero colpite soprattutto le scuole medie, soppresse e accorpate ai circoli didattici per formare istituti comprensivi". Un motivo in più, afferma il sindacato, per scendere in piazza oggi e partecipare alle manifestazioni organizzate dalla Cgil contro le scelte e i tagli del governo Berlusconi. Il piano Tremonti-Gelmini per ridimensionare la spesa pubblica nella scuola comporterà la soppressione o la perdita di autonomia di tutti gli istituti scolastici frequentati da meno di 500 alunni. In Puglia, queste scuole sono 168, di queste 44 hanno addirittura meno di 300 studenti. Secondo l' elaborazione effettuata dalla Cgil, sarebbero le province di Bari e di Foggia le più colpite. Bari conta 19 istituti scolastici con meno di 300 alunni e 58 con meno di 500 per un totale di 77 scuole. Foggia ne ha 34: di cui 15 con meno di 300 frequentanti e 19 con meno di 500. A Brindisi il rischio riguarda 20 istituti mentre a Lecce si parla di 25. Taranto ne perderebbe 12. Il sindacato insiste però sulla prerogativa che hanno le Regioni, sulla base delle proposte che arrivano dagli enti locali, in materia di programmazione della rete scolastica. Ma nemmeno la soluzione adottata dalla Regione, che prevede appunto una deroga per i Comuni e le scuole che si trovino in particolari situazioni, potrebbe essere utile, visto che il ministero starebbe pensando alla cancellazione dei posti da dirigente scolastico. "Ma che ne sarebbe degli istituti già comprensivi di piccoli Comuni quali: Poggiorsini; Lucera, Orsara di Puglia, Rignano Garganico, Anzano di Puglia, Volturino, Pietramontecorvino, Tiggiano, e dell' istituto comprensivo "Galilei" di Taranto collocato nella città vecchia come unico presidio in un' area considerata a rischio, tutte scuole con meno di 300 alunni frequentanti? La loro cancellazione sarebbe inaccettabile". Anche per queste ragioni, la Cgil chiede una partecipazione massiccia alle manifestazioni di oggi contro il governo. "Appoggio pienamente la protesta che punta a cambiare radicalmente la manovra economica del governo Berlusconi", fa sapere la deputata del Pd Teresa Bellanova che oggi sarà a Lecce in piazza Sant' Oronzo al fianco dei sindacalisti. E intanto le segreteria di Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola e Snals annunciano che a partire dal 6 ottobre si terranno in tutta la provincia assemblee "per incontrare e informare direttamente i lavoratori della scuola sulle manovre di ridimensionamento dell' offerta formativa statale pubblica da parte del governo". - ILARIA FICARELLA
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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

Messaggio da Claudio »

Vuoi fare copia e incolla di tutto il sito Repubblica.it?? :mrgreen:
paola ha scritto:meno di 50 alunni.
Gli istituti piccolissimi, con meno di 50 alunni, hanno l'alternativa di accorparsi tra scuole vicine in istituti unici.

Cosa già prevista da anni, ma mai fatta perché per loro era più conveniente "mangiare" con presidi, segretari ecc.

50 alunni sai che significa? Come se a Oria pretendessimo di aprire una scuola per tutti i bambini della zona di San Cosimo alla Macchia.

E' più facile ed economico mettergli uno scuolabus...
paola ha scritto: Secondo un documento ancora ufficioso del ministero della Pubblica istruzione, fa sapere la Flc Cgil Puglia, si prevede di ridurre il numero dei direttori dei servizi amministrativi e quindi dei dirigenti di 700 unità, a partire dal prossimo anno. "Di conseguenza - spiega Paolo Peluso, segretario generale del sindacato - il ministero potrebbe costringere le Regioni a operare nella direzione di ridurre il numero di scuole complessivo, autorizzando un numero di posti da dirigente scolastico inferiore rispetto a quello attuale, che per la Puglia è appunto di 926. Sarebbero colpite soprattutto le scuole medie, soppresse e accorpate ai circoli didattici per formare istituti comprensivi".
Esattamente quanto ho detto su. Le scuole come sedi non chiudono, ma vengono accorpate. Alcuni presidi di scuole piccolissime sono contrari... Ma per lo Stato è un risparmio che va fatto.
Ci saranno sedi centrali e succursali. Così come già è ad esempio per il Liceo di Oria o per il Commerciale per il Turismo o per la scuola media.

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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

Messaggio da Paola »

Claudio ha scritto:Vuoi fare copia e incolla di tutto il sito Repubblica.it?? :mrgreen:
paola ha scritto:meno di 50 alunni.[/size]
Gli istituti piccolissimi, con meno di 50 alunni, hanno l'alternativa di accorparsi tra scuole vicine in istituti unici.

Cosa già prevista da anni, ma mai fatta perché per loro era più conveniente "mangiare" con presidi, segretari ecc.

50 alunni sai che significa? Come se a Oria pretendessimo di aprire una scuola per tutti i bambini della zona di San Cosimo alla Macchia.

E' più facile ed economico mettergli uno scuolabus...
sai ci sono tante di quelle informazioni, purtroppo reali, che le copierei tutte!so cosa significa 50 alunni!ma metti caso che ci sta un paesino dove già esiste una scuola e ci sono meno di 50 alunni che facciamo la chiudiamo e mandiamo i bambini che magari devono prendere uno scuolabus per andare nella città più vicina?e se un genitore non riesce a pagare il viaggio per problemi economici?se succede qualcosa al figlio a scuola e non può andare subito perchè la scuola è lontana?...se già esistono le scuole perchè eliminarle?non sanno proprio più dove tagliare il governo ah?
dove tagliare se non nell'istruzione?BELLA MOSSA... :?
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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

Messaggio da Claudio »

Forse non è chiaro che in teoria basta per quella sede scolastica anziché chiamarsi scuola elementare "Pinco Pallino", con preside, segretari ecc. diventare succursale della scuola elementare "Caio" della città vicina.

Oppure unirsi ad una scuola media dello stesso paesino diventando istituto comprensivo.

La legge mira al risparmio, tagliando sul numero di scuole intese come dirigenti scolastici (Meno di 50 alunni non giustificano 1 preside, 1 segreteria, ecc.), non alla chiusura delle sedi che possono e devono accorparsi.

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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

Messaggio da Paola »

Claudio ha scritto:Forse non è chiaro che in teoria basta per quella sede scolastica anziché chiamarsi scuola elementare "Pinco Pallino", con preside, segretari ecc. diventare succursale della scuola elementare "Caio" della città vicina.

Oppure unirsi ad una scuola media dello stesso paesino diventando istituto comprensivo.

La legge mira al risparmio, tagliando sul numero di scuole intese come dirigenti scolastici (Meno di 50 alunni non giustificano 1 preside, 1 segreteria, ecc.), non alla chiusura delle sedi che possono e devono accorparsi.
al risparmio?E CHE RISPARMIO...ok mettiamo caso che queste scuole vengono inglobate da istituti medi o altri istituti vicini...e per gli istituti con meno di 500 alunni?qui iniziamo a ragionare...e cambiano le cose!o no???o facciamo inglobare più di centinai di itsituti da altri plessi???mah... :shock:
dato che non voglio occupare tutto lo spazio, vi invito a consultare questi link:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... mo-ai.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... a-per.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... si-di.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... fuori.html

e come ultimo link che riguarda l'università:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... -euro.html

http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... iazze.html
Ultima modifica di Paola il domenica 19 ottobre 2008, 15:28, modificato 1 volta in totale.
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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

Messaggio da Claudio »

Non essere prevenuta, ti ho risposto alle perplessità, dicendoti che le scuole non verranno chiuse.
Quindi per i bambini non cambia nulla.
Comunque leggi le dichiarazioni del Ministro anche, non solo quelle dei sindacati...
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298849
Il ministro Tremonti minaccia il commissariamento delle Regioni se non presenteranno entro la fine di novembre il piano di dimensionamento degli istituti scolastici. Molti enti locali hanno annunciato il ricorso alla Consulta e sostengono che migliaia di scuole saranno cancellate.
«Nessuna scuola verrà chiusa. Si tratta di un accorpamento che riguarda la dirigenza e il personale amministrativo. E nel caso dei piccoli comuni di montagna non ci sarà neanche l’accorpamento. Ricordo alle regioni che i parametri per il dimensionamento degli istituti sono stati stabiliti con un decreto del ’98 varato dal governo Prodi e noi non li abbiamo inaspriti. Sono passati dieci anni e quella legge è rimasta inapplicata. Tremonti è cattivo? O sono le Regioni inadempienti? Non sarà il caso di dimostrare un po’ di buona volontà e smetterla di spendere il denaro pubblico dei cittadini laddove si può risparmiare? Vogliamo capire che lo spreco poi ricade su di noi? Tremonti chiede soltanto un comportamento più virtuoso da parte delle Regioni».

Con il dimensionamento avremo classi di trenta alunni?
«Un’altra fesseria. Dato che ci sono diecimila classi con meno di dieci alunni abbiamo previsto l’aumento di un punto di percentuale per classe, ovvero un alunno. Non credo che per un alunno in più in classe cascherà il mondo».

[...]

Alcuni genitori e insegnanti sono preoccupati per il ritorno del maestro unico.
«Io rispetto tutte le posizioni e sono disponibile al confronto con chi la pensa diversamente. Però a chi ieri era in piazza a protestare in buona fede voglio chiedere. Ma la scuola così com’è vi sta bene? Ma l’Università funziona? Vi sta bene che i nostri ragazzi siano sempre gli ultimi nelle classifiche internazionali per la loro preparazione? Io penso di avere il dovere di fare qualcosa per la nostra scuola non posso difendere lo status quo. Alla sinistra che in malafede ha scelto la scuola come terreno di scontro con il governo chiedo di smetterla di fare disinformazione sulla scuola dicendo bugie».

Quali?
«Non sparirà il tempo pieno. Grazie al ritorno del maestro unico che non prevede la compresenza potremo potenziare il tempo pieno. Non licenzieremo nessuno ma semplicemente operiamo il blocco del turn over. Non chiuderanno le scuole di montagna. Nelle medie le ore di insegnamento settimanali della lingua inglese passeranno da 3 a 5. E poi ci sono consistenti investimenti per l’innovazione tecnologica. Fondamentale poi sarà la razionalizzazione e la riorganizzazione degli istituti tecnico professionali».

Qual è il risultato cui tiene di più?
«Restituire ai docenti il rispetto e la considerazione che merita chi sceglie un mestiere che è una missione. Voglio che i nostri insegnanti siano motivati a fare bene il loro lavoro e siano ben pagati. Ed infatti 2 miliardi di euro di risparmi verranno usati per premiare i docenti più impegnati».

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Re: Lunedì 20 ottobre manifestazione anti-Gelmini alla De Amicis

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Clà potremmo risponderci a vita...tu prendi informazioni da "il giornale" e io da "la repubblica"...sappiamo entrambi, almeno io, che i giornali dicono quello che vogliono i politici (dato che sono comandati da loro)...parlo in generale sia di destra che di sinistra non privilegio nessuno!un giornale dice una cosa e un altro dice altre cose...si sa, il mio pensiero è quello!anche se sono nella minoranza (in questo sito a quanto vedo) cerco di dire la mia...mi batto sulle cose che ritengo ingiuste, e fin troppo pure!io penso (e non solo io) che questa sia una legge anticostituzionale (riferimento alla privatizzazione)...alle fine tanto faranno i fattacci loro (come sempre) manifestzioni, occupazioni, scioperi si fanno sentire ma purtroppo servono a ben poco! ;) comunque a Firenze le lezioni in piazza erano spettacolari!professori e ricercatori con microfoni e lavagne improvvisate al momento che facevano lezioni di filosofia, matematica, elettronica e tante altre...lunedì alle 10 si terrà (sempre a firenze, nella mia facoltà, e non solo) un'assemblea per la legge 133
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