Fisco e musicisti: come funziona ?

Consigli e indicazioni su tutto ciò che riguarda le leggi e il fisco

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nuages
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Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da nuages »

Post proveniente dal blog http://studiogennari.blogspot.com

Nota: i link di rinvio non sono stati inseriti.

Considerazioni introduttive (e personali):

Sicuramente qualcuno si starà arrovellando il cervello per capire il motivo e la opportunità di questo post. Chiarisco subito ! Il post che mi accingo a scrivere nasce prima di tutto da una esigenza di approfondimento personale, visto che in giro, in quanto a riferimenti bibliografici pertinenti la materia fiscale su chi fa il musicista di professione, ma più in generale, su chi vive (o tenta di vivere) di arte c'è davvero poco o non se ne scrive mai abbastanza; in secondo luogo nasce anche dall'esigenza di un musicista per hobby (quale è il sottoscritto) che ha avuto il piacere di condividere con amici e conoscenti la bella sensazione di stare su un palco (non ha importanza che si tratti del King Biscuit o del Madison Square Garden o il Cotton Club, anche un angolo angusto e poco illuminato di un pub di provincia va bene, purché sia fatto nel nome dello stare insieme, del divertirsi e di trasmettere attraverso le note qualcosa a sè stessi e a chi ci ascolta). Qualcuno disse che: "Un mondo senza musica sarebbe un grave errore", qualcun altro "Se tutti ascoltassimo un pò di musica durante il giorno, forse il mondo girerebbe un pò meglio". Aldilà di queste considerazioni filosofiche, con questo post cercherò di dare delle risposte a chi magari non è un professionista della musica nel senso proprio del termine (tipo un Baglioni, un Vasco Rossi o un Luciano Ligabue) ma che intende comunque regolarizzare ai fini fiscali e tributari la propria posizione da hobbysta o semi-professionista della musica. Vedremo nel proseguo di questo post che le strade che si possono imboccare sono molteplici al fine di pervenire alla soluzione più economica ma non per questo meno lecita rispetto a quelle che richiedono il sovvraccarico di eccessivi oneri. Il fatto di essere perfettamente in regola e di non causare gravi danni a noi stessi e a chi genitlmente ospita le nostre performance, è un obbligo sì, ma volete mettere il fatto di avere la possibilità di suonare o cantare tranquilli, sereni e con la testa sgombra senza temere multe, inconvenevoli o altro ? Sicuramente la nostra esecuzione ne trarrà giovamento agli occhi (pardòn, alle orecchie) nostre e di chi ci ascolta
Mettersi, infine a parlare, di tasse, di fisco o di entrate relativamente a quella che è considerata una forma di espressione, un'esigenza intima degli individui, suona un pò come un'offesa.

L'artista, di fatto, prima che un lavoratore che tenta di conseguire dei lucri (degli utili) dalla propria attività, ha una missione, quella di trasmettere emozioni e forse il business e l'arte, per chi è un idealista nei confornti dell'arte stessa, non vanno a braccetto.
Certo, oggi le cose sono cambiate, specie nei contesti musicali più commerciali destinati al grande pubblico (vedi i network radiofonici, le hit parade televisive, ecc.); dietro a questi prodotti musicali, tra realizzazione, incisioni in studio, reclutamento dei turnisti, promozione circolano fior di capitali che, certamente, richiedono il supporto dei manager e delle etichette discografiche che, in quanto aziende, investendo sull'artista (o presunto tale) devono cercare di trarre i maggiori profitti (spesso mettendo da parte la qualità e bandendo il coraggio o la sperimentazione) e muovendosi su territori sicuri (di moda) che garantiscono il suffragio popolare.
E' un discorso particolarmente complesso che richiederebbe fiumi di pagine e di considerazioni e che rischierebbe di portarmi fuori, molto fuori, dallo scopo del presente post. Una prospettiva che mi affascina molto ma non posso uscire fuori tema, e poi rischieremmo di toccare anche temi sociali e culturali che farebbero torcere il naso a più di qualcuno.
Per sintetizzare, dirò questo: chi decide di fare il musicista per professione ha due opzioni.

1) Restare fedele ai propri ideali, fare musica per il gusto di farlo e privilegiare la propria sensibilità ma accettando l'idea di non diventare un multimiliardario blasonato, come lo è ad esempio la signora Maria Luise Ciccone (Madonna);

2) Accettare i compromessi, seguire le indicazioni di manager e discografici e affidarsi alle loro cure e sperare di fare il botto (sperando inoltre di restare sempre sulla cresta dell'onda a livello mediatico).

Qualcuno mi diceva: "Il successo è facile conquistarlo ma è difficile mantenerlo". I manager possono aiutarti fino ad un certo punto, ma chi è bravo e ha talento va avanti vita natural durante, chi il talento non ce l'ha fara il botto nel breve periodo ma, alla lunga, sparirà dalla circolazione e finirà nel dimenticatoio (e forse è anche giusto che sia così).
Tutto dipende, dunque, secondo me da quello che se ne vuol fare della propria arte. Chi ha orecchie per intendere, intenda !!!
Va aggiunto infine che qualche parola bisognerebbe spenderla anche sui destinatari di un prodotto musicale; probabilmente, se oggi la qualità scarseggia è perché è cambiata anche la predisposizione all'ascolto (non più attento e meticoloso, ma superficiale e limitato al creare un sottofondo quando si è in macchina fermi al semaforo, quando si è in dolce compagnia, quando si sta sotto la doccia, o per coprire certi suoni da dopo-pasto nelle toilettes delle nostre abitazioni).
E' un pò il riflesso di quello che oggi siamo noi esseri umani che amiamo parlare tanto e dire la nostra (anche a sproposito) ma non altrettanto disposti ad ascoltare gli altri, in questa giungla selvaggia dove ciascuno rincorre il primato personale (ecco che ho toccato il tema sociale, oops !).

Profili giuridici: l'artista, imprenditore o cosa ?

Relativamente ai musicisti, ma in generale a tutte le attività di spettacolo, non è corretto parlare di attività di impresa, in quanto mancano i presupposti tipici della figura dell'imprenditore, ai sensi dell'art. 2082 o dell'art. 2195 c.c., rispettivamente afferenti la figura di colui che esercita professionalmente un'attività economica organizzata e diretta alla produzione e allo scambio di beni e di servizi.

Proprio su quest'ultimo punto è maggiormanete evidentente la separazione tra artisti e professionisti e imprenditore stricto sensu; l'imprenditore è tale, se svolge la sua attività con continuità e abitualità, non lo è se svolge l'attività occasionalmente, cosa che invece possono fare gli artisti o i professionisti.

Anche nella figura dell'artista, come in quella del libero professionista, è prevalente una componente intellettuale o se vogliamo estrosa o talentuosa che non è rinvenibile in generale nella figura imprenditoriale, dove la capacità di produrre è subordinata all'impiego di beni strumentali, di forza lavoro, di fonti di finanziamento (al limite si potrebbe parlare di capacità organizzative e di coordinamento, ma se mancano di base dei mezzi materiali cosa potrà produrre l'azienda ?).

L'attività di impresa, inoltre, implica l'avvio di una serie di meccanismi o cicli, che vanno dall'impiego di fattori produttivi e relativa trasformazione, all'ottenimento dei prodotti finiti fino alla definitiva commercializzazione; cosa che potrebbe anche implicare il perdurare di archi temporali medio-lunghi e che certo non consentono l'adozione di un esercizio a carattere occasionale della propria attività; tutto ciò non accade nel caso degli artisti e dei professionisti che possono contare unicamente (o prevalentemente) sul proprio bagaglio tecnico, culturale, professionale, sull'estro e la creatività (fattori più legati a variabili intellettuali, fisiologiche e psicologiche che materiali).

Insomma, per intenderci, la creatività non c'è sempre (esistono dei momenti di crisi creativa e momenti in cui la stessa è particolarmente florida).

Aspetti contabili e fiscali:

Le considerazioni esposte in precedenza circa i profili giuridici, trovano fondamento in quella che è la disciplina contabile e fiscale dell'attività dei lavoratori dello spettacolo; in particolare, nel parlare di aspetti contabili mi sto riferendo a quegli artisti che decidono di optare per l'apertura della Partita IVA e che, dunque, esercitano l'attività in parola in modo abituale ancorché esclusivo.
Chi è commercialista sa che il primo interrogativo che ci si pone è la individuazione del codice attività da attribuire al musicista.
Orbene, prima della entrata in vigore dei nuovi codici ATECO 2007, esisteva un codice ISTAT che onnicomprendeva, tanto l'attività di chi si occupa prevalentemente di composizione e. più in generale, di creazione nel campo musicale quanto quella di interpretazione e, dunque, di esecuzione (attività concertistica). Il codice ATECOFIN 2004, infatti, identificato con numero 9231D parlava di "CREAZIONI E INTERPRETAZIONI NEL CAMPO DELLA MUSICA".
Con la introduzione dei codici ATECO 2007, le attività musicali e più precisamente i relativi codici sono stati separati; il primo parla di ALTRE ATTIVITA' DI CREAZIONI ARTISTICHE (900309) mentre il secondo di ALTRE ATTIVITA' DI RAPPRESENTAZIONI ARTISTICHE (900109). Probabilmente vi era nell'intento del Legislatore Fiscale quello di stabilire a priori la prealenza dell'una o dell'altra attività (se compositore o esecutore/concertista).
In sede di tenuta della contabilità dei lavoratori autonomi di spettacolo, i principi sono gli stessi applicati per i liberi professionisti; la peculiarità di questa categoria professionale sta nei criteri di rilevazione delle componenti positive e negative che concorrono alla formazione del reddito d'esercizio.
In particolare, come è noto, per i professionisti è prevista l'applicazione non già di un criterio basato sulla competenza (i costi e i ricavi concorrono alla formazione del reddito nel periodo in cui si sono prodotti) ma si applica un principio di cassa (costi e ricavi, cioè, concorreranno alla formazione del reddito di periodo nel momento in cui gli stessi verranno rispettivamente pagati o riscossi).
Quanto detto, dunque, lascia intendere che anche per i musicisti si rende necessario tenere, oltre ai normali Registri IVA (delle fatture d'acquisto e delle fatture emesse) il cosidetto libro cronologico degli incassi e dei pagamenti (onorari e spese), ai sensi del D.L. 90.

Applicazione dell'Imposta sul valore aggiunto:

Relativamente all'assoggettamento o meno all'imposta sul valore aggiunto delle prestazioni rese da professionisti nel campo della musica, lo stesso DPR 26 ottobre 1972 n° 633, fa una distinizione tra "Cessione, concessione, licenze dei diritti d'autore" e "attività interpretative rese a terzi".

a) Cessione, concessione, licenze dei diritti d'autore (art. 3 comma 4 lett. a)

Le attività di cui sopra non sono da considerarsi soggette ad IVA, se effettuate dall'autore, o dagli eredi e legatari dell'autore; fanno eccezione:

- disegni e opere di architettura;
- opere cinematografiche;
- opere o diritti ceduti ad imprese per utilizzo ai fini di pubblicità commerciale;
- cessioni, concessioni e diritti effettuati da soggetti estranei dall'autore e dai suoi eredi, quando anche vi sia il requisito della abitualità.

b) Prestazioni degli interpreti (R.M. 19.06.97 n° 143/E)

Le prestazioni rese da interpreti di opere altrui sono da assoggettare ad IVA, in quanto l'attività degli interpreti non è assimilabile ai diritti propri degli autori.


Curiosità: il Regime dei Minimi è applicabile anche agli artisti inquadrati come lavoratori autonomi ?

Si, in quanto per un principio di analogia con il professionista, anche essi possono optare per il regime di cui all'art. 1 comma 100 del Decreto Legislativo 244 / 2007 (con i limiti di ricavi e beni strumentali che già conosciamo).

IRPEF e Ritenute d'acconto:

Riguardo all'IRPEF (DPR 600 / 73) si è detto che il principio per la determinazione del reddito d'esercizio è basato sul criterio di cassa; i ricavi ed i costi concorreranno alla formazione del risultato economico nel momento del loro effettivo incasso e pagamento.

La ritenuta d'acconto per le prestazioni rese dagli interpreti musicali, come per i liberi professionisti è pari al 20% della sola prestazione che il sostituto d'imposta (destinatario della prestazione) dovrà versare entro il sedicesimo giorno del mese successivo alla data del pagamento della fattura emessa dall'artista.

In sede di redazione del Modello UNICO l'artista compilerà, relativamente alla attività di spettacolo, il quadro RE (adoperato anche dai professionisti) nel quale il reddito imponibile lordo sarà dato dalla somma algebrica tra onorari e altri proventi considerati ricavi e i costi (ivi compresi gli ammortamenti di beni strumentali, ad esempio l'attrezzatura tecnica come strumenti musicali, amplificatori, mixer, casse) e le ritenute d'acconto subite.

Ai fini della determinazione del reddito imponibile netto, infine, avranno rilevanza, come per altre tipologie di contribuenti, tanto gli oneri deducibili (si pensi ai contributi versati alla gestione di appartenenza) tanto quelli detraibili (spese mediche, detrazioni per coniuge e famigliari a carico, ecc.).

Studi di Settore o Parametri ?

Il Ministero delle Finanze, che quasi ogni anno provvede a formulare nuovi studi di settore per altrettanti codici attività IVA, relativamente alle attività esercitate professionalmente dai musicisti e dagli artisti non prevede l'applicazione degli Studi di Settore, bensì dei Parametri.
Contrariamente agli studi, i Parametri tengono conto solo della congruità dei ricavi e compensi dichiarati rispetto ai costi sostenuti, senza tener conto di fattori (detti di coerenza) come ad esempio la resa oraria, la incidenza dei beni strumentali, ecc.

Aspetti contributivi e previdenziali

Questo aspetto deve essere valutato in relazione alla modalità di espletamento dell'attività artistica, a seconda cioè, che si tratti di lavoratore autonomo (come visto nel paragrafo degli aspetti contabili e fiscali), lavoratore dipendente (dove il datore di lavoro è, ad esempio, una compagnia musicale o i conservatori, che hanno i loro concertisti d'orchestra, una compagnia teatrale, ecc).
Prendendo come ausilio le normative ENPALS di seguito proviamo a sintetizzare (ovviamente per chi volesse approfondire riporto i link dei file in PDF disponibile sul sito) le differenti tipologie di lavoratori dello spettacolo e le modalità di funzionamento delle relative contribuzioni ai fini previdenziali.

Che cos'è l'ENPALS ?



Ci sono delle considerazioni da fare a tal proposito, circa la individuazione dei lavoratori dello spettacolo; nella fattispecie, non rientrano soltanto gli artisti in senso stretto (chi recita, chi canta, chi suona, ecc.) ma anche i tecnici che contribuiscono, nel corso di un concerto, di una rappresentazione teatrale a ottimizzare lo spettacolo (tecnici del suono, tecnici delle luci, scenografi, registi, truccatori). Nel contesto sportivo, vanno poi compresi nella medesima categoria (esempio nel calcio) anche gli appartenenti al settore tecnico dello sport (allenatori, preparatori atletici, ecc.).

La gestione contributiva dei lavoratori dello spettacolo venne istituita con Decreto Legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 16 luglio 1947 n° 708 (in piena fase di passaggio, dunque, dal Regime monarchico a quello Repubblicano).
In questo decreto, corredato dalle integrazioni normative susseguitesi nei decenni, sono altresì menzionate tutte le categorie professionali soggette all'inquadramento obbligatorio Enpals.

Circa poi i requisiti, i diritti e le modalità di erogazione della pensione (rispettivamente, di anzianità e di vecchiaia) numerosi sono stati gli interventi normativi in materia, l'ultimo dei quali la Legge 24 dicembre 2007 n° 247 che vi invito a leggere per ulteriori approfondimenti.

Circa le modalità di espletamento dell'attività artistica (in che forma viene esercitata, in parole povere) l'Enpals suole distinguere tra:

1) Imprese (intesi i datori di lavoro) i quali richiedono l'iscrizione all'ente di previdenza tramite un numero di matricola e dovranno tenere i libri e registri riguardanti le assunzioni, effettuare le denunce relative ai compensi corrisposti e ai contributi versati ogni mese, tramite apposita modulistica presente nel sito istituzionale

2) Lavoratori dipendenti (coloro che, come dice il termine stesso, svolgono l'attività artisitica alle dipendenze di impresari teatrali, società sportive e altre imprese di spettacolo);

3) Lavoratori autonomi (i quali svolgono l'attività da liberi professionisti e titolari di Partita IVA): gli interessati devono richiedere l'iscrizione all'Ente di Previdenza tramite apposito modello

Versamento dei contributi (datori di lavoro):

Il versamento dei contributi Enpals da parte dei datori di lavoro avviene a cadenza mensile utilizzando il Modello F24.
I contributi dovranno essere versati entro il 16° giorno del mese successivo, relativamente al periodo retributivo del mese precedente.
A seconda delle attività svolte dai lavoratori, variano le aliquote contributive a carico dei datori di lavoro e dei dipendenti.
Sul sito istituzionale dell'Enpals nella sezione contributi sono riportate le tabelle contributive per ciascuna tipologia di lavoratore.

Altri adempimenti: il certificato di agibilità

Il certificato di agibilità, rilasciato dall'Ente Previdenziale, deve essere necessariamente richiesto dai datori di lavoro al fine di consentire l'esibizione in pubblico dei propri dipendenti.
Il suo rilascio è essenziale in quanto anche l'ente o l'azienda che ospita l'evento di spettacolo, prima di consentire l'esibizione dell'artista deve pretenderlo.
L'Enpals rilascia tale certificato solo in presenza di regolarità contributiva da parte dell'impresa iscritta; la richiesta del certificato deve essere corredata dall'attestazione di regolarità contributiva (quello che per le imprese artigiane o di costruzioni viene chiamato D.U.R.C.).

Versamento dei contributi (lavoratori autonomi)

Per il reperimento della documentazione normativa, mi sia consentito di ringraziarie gli operatori della sede Enpals di Bari.

La circolare Enpals n° 17 del 17 giugno 2004, ha introdotto la nuova figura del lavoratore autonomo di spettacolo, in particolare, di colui che professionalmente svolge attività musicale.
In sintesi, i punti sui quali maggiormarmente occorre soffermarsi riguardano:

a) Il rilascio del certificato di agibilità:

Tale documento deve essere richiesto dal musicista interessato che deve esibirlo in sede di organizzazione dello spettacolo a colui che ospita l'esibizione stessa.
Nel caso di esibizione di una band musicale dove ciascun musicista è inquadrato autonomamente, il certificato di agibilità Enpals dovrà essere richiesto dal ciascun componente della band.

b) Il versamento dei contributi:

L'aliquota contributiva è pari al 32,70% sulle prestazioni afferenti il mese; il versamento va effettuato entro il sedicesimo giorno successivo a quello al quale le prestazioni fanno riferimento (es. per le prestazioni del mese di Settembre il versamento va effettuato entro il 16 ottobre).
A questi sono da aggiungere, inoltre i contributi ai fondi di solidarietà e altre contribuzioni integrative per i quali si rimanda all'apposita circolare.

Riguardo ai minimali di reddito e contributivi che consentono la maturazione di ciascuna annualità contributiva, di seguito vi riporto il link della circolare sopra menzionata.

Circolare n° 17 del 17 giugno 2004


Lavoratori occasionali nello spettacolo:

Quanto detto finora riguarda unicamente quelle categorie di lavoratori che svolgono l'attività artistica (e come si è potuto capire, visto che rientrano nel novero degli assicurati Enpals, gli sportivi) in modo professionale e continuativo, indipendentemente se autonomi o dipendenti.
Chi svolge attività concertistica e musicale solo occasionalmente, non ha certamente la convenienza a chiedere l'inquadramento ai fino contributivi; pensiamo ad esempio agli hobbysti, che fanno un mestiere completamente diverso ma che comunque coltivano la passione per la musica e si divertono ad esibirsi a livello locale con altri amici.
In questo caso, l'alternativa maggiormente diffusa è quella di entrare a far parte di associazioni musicali non perseguenti scopi di lucro che organizzano con enti, gestori di locali di somministrazione e di intrattenimento degli spettacoli e dei concerti musicali; in questo caso, l'associazione e per ciascun concerto è tenuta a corrispondere un compenso ai suoi musicisti (preventivamente stabilito tramite stipula di contratti di lavoro occasionale). a condizione che il totale delle singole prestazioni non superi la soglia dei € 5.000,00 annui.
Il singolo lavoratore occasionale, dovrà redigere una dichiarazione di compensi per prestazioni occasionali, ai sensi dell'art. 67 comma 1 lett. l) del TUIR (DPR 917/86); l'importo su esposto è altresì soggetto a imposta di bollo se superiore a € 77,47.
I compensi di cui sopra, sono altresì assoggettati a ritenuta d'acconto che dovrà essere versata all'Erario direttamente dall'associazione che diviene dunque sostituto di imposta.

Considerazioni conclusive:

In questo post si sarebbero potuti affontare altri argomenti, quelli concernenti ad esempio gli obblighi prescritti dalla SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) i contratti con le agenzie di spettacolo (che richiederebbero una disamina approfondita da parte di avvocati e non della mia categoria professionale).
Per ora, mi sono limitato a dare risposte a quei quesiti che normalmente i musicisti pongono a noi commercialisti, ma chissà che in un prossimo futuro i temi lasciati in sospeso non vengano affrontati (anche in questo blog) da altri liberi professionisti; 'invito a farsi avanti credo sia scontato.

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Claudio
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da Claudio »

Ciao Cesare, benvenuto nel forum :)

Grazie per questo contributo davvero utile ai tanti giovani che spesso non sanno da dove partire.

Complimenti ;)

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nuages
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da nuages »

Speriamo che qualcuno abbia la pazienza di leggerselo tutto, Clà.
Comunque, grazie per i complimenti.

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Brighella
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da Brighella »

nuages ha scritto:Speriamo che qualcuno abbia la pazienza di leggerselo tutto, Clà.
Comunque, grazie per i complimenti.

ci sono io a leggerlo dottò!!! :D ..benvenuto nel forum..noi gia ci conosciamo!!! ;)
...Ricordate...E' Bianco Nera La Vecchia Signora...

mery.cic
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da mery.cic »

Salve.... ho letto tutto l'articolo e visto che Lei è molto preparato in materia vorrei sapere alcune cose:
Ho aperto da poco la Partita Iva con codice 932990 come animatrice e il mio commercialista ha richiesto l'iscrizione alla gestione separata dell'INPS.
Temo però che il mio commercialista abbia sbagliato qualcosa perché ora mi ritrovo a pagare sia l'Inps che l'Enpals (visto che negli Hotel dove andrò a lavorate nessuno è disposto a versarmi i contributi ENPALS): è possibile cambiare il codice della Partiva Iva con il 9231D visto che svolgo prevalentemente attività di cantante - dj - Karaoke così da versarmi i contributi ENPALS per intero perchè per quello che ho capito con il codice 9231D non sono obbligata all'iscrizione all'INPS.
Altra domanda: ma con il codice 932990 è obbligatoria l'iscrizione all'INPS?????
Io non ci capisco più nulla e il mio commercialista non sà come rispondermi...AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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nuages
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da nuages »

mery.cic ha scritto:Salve.... ho letto tutto l'articolo e visto che Lei è molto preparato in materia vorrei sapere alcune cose:
Ho aperto da poco la Partita Iva con codice 932990 come animatrice e il mio commercialista ha richiesto l'iscrizione alla gestione separata dell'INPS.
Temo però che il mio commercialista abbia sbagliato qualcosa perché ora mi ritrovo a pagare sia l'Inps che l'Enpals (visto che negli Hotel dove andrò a lavorate nessuno è disposto a versarmi i contributi ENPALS): è possibile cambiare il codice della Partiva Iva con il 9231D visto che svolgo prevalentemente attività di cantante - dj - Karaoke così da versarmi i contributi ENPALS per intero perchè per quello che ho capito con il codice 9231D non sono obbligata all'iscrizione all'INPS.
Altra domanda: ma con il codice 932990 è obbligatoria l'iscrizione all'INPS?????
Io non ci capisco più nulla e il mio commercialista non sà come rispondermi...AIUTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Il codice attività IVA può essere tranquillamente variato. Anche nel caso precedente si sarebbe potuta evitare secondo me l'iscrizione INPS alla Gestione Separata lasciando solo quella ENPALS.
E' chiaro che l'INPS per atteggiamento più speculativo che etico, dice sempre che è obbligatoria l'iscrizione presso la propria gestione ma anche l'attività di animatrice rientra nel novero delle attività di spettacolo.
Non biasimo il collega che la segue, perchè è un settore quello dello spettacolo dove non esistono bibliografie e anche le norme legislative sono dispersive e limitate nei contenuti.
Tutto quello che ho scritto nell'articolo è frutto di ricerche che mi hanno tenuto (e mi tengono tuttora impegnato) ma reperire le informazioni è molto difficile (specie riguardo l'ENPALS i cui operatori hanno la buona abitudine di non rispondere nè alle e-mail nè alle telefonate).

La saluto.

Cesare Gennari

medium
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da medium »

Buonasera, a tutto ciò che è stato già detto bisogna aggiungere due notizie:
1° bisogna isciversi obbligatoriamente all'inps se si è in gruppo musicale e pagare i contributi pari ad € 1,00 per lavoratore e per serata lavorata
2° bisogna anche iscriversi, sempre come gruppo, all'Inail quale assicuazione infortuni. Per tutto il resto si conferma quanto scritto dal collega.
Come lavoratori autonomi bisogna iscriversi alla gestione separata ed una parte del contributo. In fattura dovrà esssere inserita la rivalsa inps pari al 4%.

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Claudio
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da Claudio »

medium ha scritto:Buonasera, a tutto ciò che è stato già detto bisogna aggiungere due notizie:
1° bisogna isciversi obbligatoriamente all'inps se si è in gruppo musicale e pagare i contributi pari ad € 1,00 per lavoratore e per serata lavorata
2° bisogna anche iscriversi, sempre come gruppo, all'Inail quale assicuazione infortuni. Per tutto il resto si conferma quanto scritto dal collega.
Come lavoratori autonomi bisogna iscriversi alla gestione separata ed una parte del contributo. In fattura dovrà esssere inserita la rivalsa inps pari al 4%.
Grazie per il contributo, inserisci pure un collegamento al tuo spazio personale se ne hai uno :)

alessandro75
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da alessandro75 »

Ciao Claudio..Ti ringrazio innanzitutto per questi utilissimi approfondimenti, vista la scarsità (e spesso contraddittorietà) di informazioni su tali argomenti..Ti vorrei chiedere un parere sulla mia situazione:
sono un libero professionista con partita IVA ..e con l'hobby della musica..dopo diversi anni di "inattività" musicale ho ripreso in mano il mio strumento e ho costituito un duo, con un amico musicista...ora si profila la possibilità di suonare, saltuariamente, in qualche locale.. mi domando: sotto il profilo fiscale, come doveri comportarmi? nel caso percepissi un qualche compenso o rimborso spese (comunque certamente inferiore ai 5.000 euro annui, trattandosi di attività amatoriale e del tutto occasionale), essendo io titolare di partita IVA, sebbene relativa alla diversa attività professionale che svolgo, dovrei comunque emettere fattura o, semplicemente, rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale? Ho avuto, in merito, pareri discordanti..
Circa l'aspetto previdenziale ho invece appreso che, ai sensi dell'art. 1, comma 188 della legge 296/2006,non corre più l'obbligo di iscrizione all'ENPALS per chi versa già contributi a diverso ente e non supera i 5000 euro annui, lordi, di "retribuzione".. è corretto?
grazie sin d'ora per la risposta!

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Claudio
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Re: Fisco e musicisti: come funziona ?

Messaggio da Claudio »

Ciao :-)

Dovresti contattare il commercialista che ha aperto la discussione, è lui l'esperto.

Il suo sito è http://studiogennari.blogspot.com/

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