IL SEGRETO DI PULCINELLA
di Antonello D’Amico alias Oritano
Il testo della delibera di G.M. n. 158 del 08.07.2008, giustamente,
non faceva espresso riferimento al mio blog ed alla mia
persona, poiché finalizzata ad una analisi ad ampio raggio della
situazione. Il comunicato emanato dall’Amministrazione
Comunale il 23.07.2008, invece, non lascia dubbi sulla mia chiamata in
causa in questa faccenda.
Pur avendo taciuto fin’ora per non alimentare inutili polemiche e non
permettere strumentalizzazioni, a questo punto ritengo
di avere il diritto di replica.
Una preliminare considerazione dalla quale non posso prescindere.
Se posso non condividere le scelte fatte dall’Amministrazione nella
gestione di questa vicenda (per chiarezza: mi riferisco
alla delibera e ciò indipendentemente dal fatto che la stessa potesse
riguardare anche me), condivido pienamente il fatto
che, una volta decretato da parte della Giunta di procedere all’
affidamento dell’incarico, si sia deciso di rivolgersi
all’Avv. Annichiarico, professionista serissimo oltre che altamente
qualificato (e non ha certo bisogno che sia io a
dirglielo), per il quale nutro un profondo rispetto, nonché
grandissima ed indiscutibile stima, sia dal punto di vista
personale che professionale, come egli stesso ben sa.
Sgombrato il campo da ogni eventuale equivoco in tal senso mi
complimento con l’anonimo estensore del comunicato, che si cela
dietro lo pseudonimo “Amministrazione Comunale”, per il magistrale
utilizzo della lingua italiana (della quale è evidente che
sia un profondo conoscitore ed un provetto utilizzatore) e per l’
altrettanto magistrale uso che fa degli equilibrismi e delle
costruzioni che la stessa permette riprendendo la perifrasi da me
utilizzata “scelta di stile” al fine di tentare di
accomunarmi a chi “…fa telefonate anonime nel cuore della notte…
scrive lettere e volantini anonimi…. redige denunce anonime
infamanti e calunniose…”.
Faccio presente all’Amministrazione Comunale che mai ho posto in
essere comportamenti di tal fatta che non sono mai rientrati
nel mio modus operandi e per i quali non ho mai avuto interesse.
Pertanto nessuno potrebbe dimostrare il contrario nemmeno
interessando Polizia Postale, RIS, INTERPOL o FBI (scusate, sto
scherzando di nuovo).
Tant’è che appena ho avuto notizia (con la pubblicazione della
delibera, appunto) del fatto che le pubblicazioni sul mio blog
avevano potuto disturbare qualcuno, che forse non sapeva chi fossi, mi
sono affrettato ad appalesarmi assumendomi
pubblicamente la“paternità” e la “responsabilità” delle mie azioni
dimostrando di non avere alcuna intenzione di sottrarmi
alle eventuali conseguenze del mio operato.
Come già più volte ribadito in altre sedi, la mia iniziativa nasceva
da uno spirito di servizio per la nostra comunità
(raccogliere, e conservare, notizie e commenti sulla vita cittadina da
conservare come memoria storica del nostro cammino
insieme) e la scelta di non diffondere il mio nome era a tutela e
garanzia non mia ma dei fruitori, affinché non fossero
condizionati dal nome della persona che tale servizio offriva del
tutto spontaneamente, senza fini di lucro o secondi scopi
ma solo per amore della propria terra.
Ed infatti il mio presunto e “famigerato” anonimato era, per l’
appunto, un segreto di pulcinella poiché in tanti sapevano.
Alcuni perché messi a parte da me direttamente “dell’inconfessabile
segreto”. Altri perché, come avrebbe potuto e saputo fare
qualunque dodicenne che traffica su internet, sono andati ad aprire le
proprietà dei files di alcune foto presenti nel blog e
da me scattate, nelle quali, a bella posta, avevo inserito il mio nome
e cognome. Tanti altri ancora (circa
cinquanta/sessanta persone) perché quando ho intrapreso questa
iniziativa ho inviato una e-mail di avviso sulla quale
compariva il mio nome. Se davvero avessi voluto mantenere l’anonimato
avendo secondi fini (quali la inammissibile lotta
politica), ben avrei potuto utilizzare gli innumerevoli mezzi che la
tecnologia mette a disposizione a tale scopo.
Ma vi è di più. Anche a proposito dell’accettare “sui propri blog
interlocutori anonimi che intendono biecamente vilipendere
e dileggiare l’avversario politico o personale” ho qualcosa da dire.
Quando ho aperto il blog, confidando sulla correttezza e la civiltà
della gente, avevo lasciato la possibilità di inserire
commenti liberamente.
Resomi però conto che qualcuno, utilizzando il suo anonimato, voleva
approfittare dello spazio che mettevo a disposizione per
attacchi e diatribe personali (per la verità mi riferisco a fatti che
non riguardavano né l’amministrazione né i suoi
componenti) ho deciso di imporre il filtro che mi permettesse di
controllare i commenti e, quindi, pubblicare solo quelli che
ritenevo leciti. E bene ho fatto poiché tanti ne ho ricevuti veramente
pesanti ed offensivi - anche nei confronti
dell’amministrazione e, cosa ancor più grave, nei confronti di singole
persone che ne fanno parte - e che, ovviamente non ho
pubblicato per il rispetto, che sempre ritengo dovuto, alle persone
prima e oltre che alle istituzioni.
Anche questa circostanza può essere facilmente verificata da chiunque
semplicemente accedendo al blog.
Bene hanno fatto l’Amministrazione ed il Consiglio Comunale a
condannare la barbarie dell’anonimato e degli esposti anonimi
ma , mi perdoni l’anonimo estensore del comunicato se glielo faccio
notare, erra quando con “l’allusione e l’insinuazione” mi
accomuna con “malizia” a tali soggetti.
Perché se l’allusione, l’insinuazione e la malizia sono atteggiamenti
deprecabili per i singoli tanto più sono disdicevoli
per una Pubblica Amministrazione.
Contrariamente a quanto insinuato, le mie “opere” non denunciano e non
espongono alcunché.
Sono semplici parodie su fatti oggettivi e di pubblico dominio.
Ribadisco con forza che non dileggiano e non offendono né,
tanto meno, ledono o vogliono ledere “la reputazione, l’onore e la
dignità” di alcuno.
Se poi chi guarda o legge vuole forzatamente distorcere l’
interpretazione di ciò che, invece, è solo quel che è, forse la
malizia è negli occhi di chi guarda “(è proprio il caso di dirlo)”.
In questi giorni, molto si è detto e scritto in ogni sede. Ciò che è
certo - per quanto mi riguarda - é che non rinnego in
alcun modo ciò che ho fatto e comunico sin da ora che continuerò a
farlo: continuerò a raccogliere in maniera indipendente e
senza essere strumento di alcuno se non di me stesso, notizie e
commenti ed a farne di miei, ironici o meno che possano
essere, nel rispetto delle leggi e con buona pace di chi - persona
fisica, ente o istituzione - ne sarà oggetto.