La Gazzetta del Mezzogiorno ha scritto:Precipita dal decimo piano
Prima di cadere avrebbe tentato di tagliarsi le vene e poi si sarebbe inferto una coltellata all’altezza del cuore
Un mistero intriso di sangue: tanto sangue. Un giovane precipita dal terrazzo dell’ospedale «Perrino» e - dopo un volo di dieci piani - si sfracella dalle parti della camera mortuaria, sotto gli occhi - terrorizzati - di tante persone che si trovavano in quel momento (in pieno orario di visite) nella zona. Sembra un suicidio, forse lo è. Ma i segni di una coltellata in pieno petto lasciano qualche dubbio in attesa dell’au - topsia e degli altri accertamenti già disposti. Cataldo Nardelli, francavillese di 30 anni che lavorava come operaio presso un grossista di casalinghi della zona industriale, non era un paziente. Lo si è capito subito perchè non aveva addosso il pigiama ma una maglietta rossa e un jeans «pinocchietto». Sembra avesse annunciato una visita ad un suo conoscente, ricoverato da qualche giorno. Ma dal reparto non è mai passato. La vicenda sembra davvero avvolta nel mistero. Bisogna capire come abbia fatto Nardelli a raggiungere il terrazzo - ossia il punto più alto - dell’ospedale «Perrino». Sembra quasi che sapesse come muoversi nel nosocomio «anche se - afferma il dirigente della Mobile Francesco Barnaba - approfittando della confusione all’ora delle visite, senza destare nell’occhio sarà comunque riuscito a trovare senza problemi la strada per arrivare al terrazzo». Domani potrebbe esserci l’autopsia Un gesto inspiegabile da chiarire in ogni aspetto l L’autopsia potrà chiarire più di qualcosa. Innanzitutto, se si tratta di un suicidio, l’esame farà chiarezza sull’ipotesi che il giovane potesse essere già morto prima di precipitare. In pratica, quella coltellata che si sarebbe inferto in pieno petto potrebbe essere stata letale in considerazione del sangue che ha perso e della profondità del taglio. Ma l’autopsia dovrà anche escludere quella che sembrava la prima ipotesi fatta dagli inquirenti: ossia che qualcuno potesse aver ucciso il giovane prima di gettarlo dal terrazzo ed inscenare così il suicidio. Dal momento che nessuna ipotesi può ancora essere esclusa, solo l’esame autoptico potrà chiarire questi dubbi. In pratica, il medico legale potrebbe stabilire in che modo è stato inferta la coltellata ed escludere che l’arma potesse essere impugnata da un’altra persona. Il mistero è alimentato anche dal ritrovamento, a qualche metro di distanza dal cadavere, di un coltello da sub sporco di sangue. Una lunga scia, sempre di sangue, Nardelli l’ha lasciata sulla parete dell’ospedale e anche sulla carrozzeria di una «Toyota Yaris» parcheggiata dalle parti dell’obitorio: segni inequivocabili del fatto che il giovane - quando è precipitato - forse era già morto o, comunque, era gravemente ferito al petto. Nel giro di qualche minuto, sono arrivati in ospedale gli agenti della Squadra mobile. Sembrava un evidente caso di suicidio ma - come si diceva - quel coltello sporco di sangue a poca distanza dal cadavere ed altri raccapriccianti particolari hanno indotto i poliziotti a chiedere l’intervento del sostituto procuratore Silvia Nastasia la quale - a sua volta - ha convocato subito il medico legale per un primo esame del cadavere. Il perito della Procura, Antonio Carusi, ha notato sul petto di Nardelli uno squarcio abbastanza profondo. Già quello potrebbe aver provocato la morte del giovane. Il medico legale pensa che possa trattarsi di un suicidio, anche perchè il giovane presentava un taglio all’altezza del polso sinistro e altri piccoli tagli sempre in petto: in gergo si chiamano «ferite da assaggio ». Insomma, potrebbe aver deciso di farla finita ma ha voluto farlo in maniera eclatante, portandosi dietro quel coltellaccio, il cui fodero è stato poi trovato nel suo borsello. Giunto al decimo piano del «Perrino », è rimasto per qualche istante sul parapetto e per prima cosa ha tentato di tagliarsi le vene. Poi, sembra con grande violenza e determinazione, si è inferto una coltellata all’altezza del cuore precipitando - sanguinante - dal punto più alto del nosocomio. Sulle cause di quello che sembra a tutti gli effetti un suicidio si possono soltanto fare delle ipotesi. Qualcuno parla di rapporti molto tesi con la sua ragazza, che avrebbe manifestato l’intenzione di lasciarlo. Ieri sera ha parcheggiato la sua «Punto» fuori dall’ospedale e ha telefonato all’amico ricoverato: «Sto arrivando», ha detto. Poi, ha preso u n’altra direzione: quella da cui non sarebbe più tornato.
Brindisi: era di Taranto il giovane suicida (?) all'Ospedale Perrino
Si chiamava Pino Nardello il giovane di trentadue anni che si e’ buttato dal decimo piano,sul terrazzo di una delle ali dell’Ospedale Perrino,sfracellandosi in terra nella zona all’interno nei pressi del pronto soccorso.Il Nardello ,di Taranto ,era arrivato a Brindisi per far visita ad un amico ed aveva anche parcheggiato la sua auto,una Fiat Punto color oro che e’ stata sequestrata per le indagini in corso. Sul posto e’ intervenuto il magistrato di turno . Non si e’ ancora appurato quali siano state le ragioni del gesto insano, ma si e’ accertato che ha prima cercato di colpirsi con un coltello e poi ha deciso di farla finita gettandosi nel vuoto. Sembrerebbe che abbia ricevuto qualche notizia sul proprio telefonino ,il che potrebbe far supporre che, alla base del comportamento insano, ci sia una delusione d’amore. Ma ,ovviamente ,tutto questo dovranno accertarlo gli inquirenti.
Fonte: http://www.pugliatv.com/web/news.asp?id=12442
Giovane si suicida lanciandosi dal decimo piano dell'Ospedale PerrrinoPer gli inquirenti non vi è alcun dubbio che si tratti di suicidio. Pino Nardello, 32 anni, di
Francavilla Fontana, il giovane che ha fatto un volo dal decimo piano dell'Ospedale Perrino di Brindisi, ha voluto porre fine alla sua vita.
Una delusione d'amore sarebbe alla base dell'insano gesto; lo dimostrerebbero gli SMS inviati alla sua ex compagna poco prima di recarsi nel nosocomio brindisino.
Al Perrino era ricoverato un amico del Nardelli ma il giovane non lo ha mai visto. Parcheggiata la sua Fiat Punto color oro nel parcheggio dell'ospedale, Nardelli ha raggiunto il decimo piano della struttura e, dopo aver martoriato il proprio corpo con delle coltellate ha deciso di farla finita gettandosi nel vuoto.
Sul fatto hanno indagato gli uomini della Questura di Brindisi guidati dal dirigente Franco Barnaba
Fonte http://www.brundisium.net/notizie/shownotiziaonline.asp?id=20578