L'indice di inquinamento rilevato da PeaceLink è 528, rispetto al 101 di Livorno, seconda città in questa classifica.
Questo numero così elevato rispetto al resto d'Italia è certamente un dato allarmante.
Ecco la tabella completa
http://www.peacelink.it/editoriale/docs/2813.pdf
La graduatoria
Su tutte svetta Taranto che, con il suo macro-indicatore statistico, accumula ben 528 punti. E' il
risultato della sommatoria in orizzontale del 92% di emissioni di diossine e furani in aria, del 57,2%
del mercurio in aria, del 34,3% del mercurio in acqua, del 95,8% di IPA in aria, ecc. ecc.
PROVINCIA Punti
1 Taranto 527,61
2 Livorno 101,20
3 Nuoro 92,73
4 Venezia 82,79
5 Caltanissetta 78,11
6 Trieste 50,29
7 Siracusa 44,97
8 Carbonia Iglesias 21,40
9 Sassari 17,06
10 Ravenna 16,80
11 Udine 13,40
12 Bergamo 12,72
13 Pavia 12,31
14 Trento 11,97
15 Cagliari 11,97
16 Brescia 7,35
17 Perugia 7,28
18 Brindisi 6,89
19 Terni 6,33
20 Mantova 5,24
21 Vicenza 5,12
22 Firenze 4,40
23 Novara 4,22
24 Villacidro Sanluri 3,99
25 Catania 3,86
26 Gorizia 3,82
27 Savona 3,58
28 Alessandria 3,34
29 Verona 3,20
30 Milano 3,19
31 Grosseto 3,04
32 L'Aquila 2,11
33 Pescara 2,06
34 Macerata 1,98
35 Genova 1,97
36 Campobasso 1,87
37 Roma 1,74
38 Lecco 1,73
39 Cremona 1,43
40 Salerno 1,35
41 Matera 1,26
42 Pisa 1,25
43 Verbania 1,01
44 Piacenza 1,00
45 Potenza 1,00
46 Torino 0,70
47 Frosinone 0,64
48 Agrigento 0,55
49 Bologna 0,54
50 Latina 0,53
51 Pordenone 0,51
Il macro-indicatore statistico, studiato appositamente per rendere omogenee le grandezze da
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sommare (modificazione da valori assoluti a lavori relativi), ci consente di elaborare una
graduatoria. Come si può notare le altre città seguono, con grande distacco, la “perla dello Jonio”.
Al secondo posto troviamo Livorno con 101 punti, in buona parte frutto delle emissioni in acqua di
arsenico (2930 chili all'anno) e piombo (5945 chili all'anno).
Al terzo c'è Nuoro nella cui provincia c'è Ottana (con la sua industria petrolchimica e la produzione
di fibre tessili sintetiche) e il comune di Siniscola con il suo cementificio.
Al quarto posto di posiziona Venezia, già nota per gli storici processi per inquinamento promossi
dal giudice Felice Casson.
Al quinto posto troviamo Caltanissetta per via delle emissioni della zona industriale Gela.
Trieste, al sesto posto, si distingue per il mercurio in acqua (489 chili all'anno) e, sempre in acqua,
per il piombo scaricato: ben 1168 chili annui.
Siracusa si classifica al settimo posto per le emissioni degli stabilimenti di Augusta e Priolo.
A Carbonia Iglesias, provincia che si posiziona all'ottavo posto, si concentrano diversi
insediamenti, dagli stabilimenti di Portovesme a quelli del Sulcis.
Nella provincia di Sassari, nona in classifica, troviamo gli insediamenti di Porto Torres e della
centrale termoelettrica sul fiume Santo.
Mentre Ravenna si posiziona al decimo posto per l'11,6% di tutto il benzene italiano scaricato in
acqua.
TARANTO: A 13 ANNI AMMALATO DI CANCRO DA FUMATORE
Di Antonio Rispoli
Il medico che per primo ha diagnosticato la malattia è rimasto sorpreso: un bambino col cancro da fumatore. Caso unico della storia della medicina. E senza mai avere fumato. Ma purtroppo il bambino vive a Taranto, che ormai è diventata la città più inquinata dell'Europa occidentale, e sta diventano nota come "Toxic" Linfen in CIna e Copsa Mica in Romania, città note per il loro elevatissimo inquinamento. In particolare a Taranto si produce il 90% della diossina italiana e il 10% di quella europea. Ed è proprio questa ad avere provocato l'adenocarcinoma rinofageo al ragazzo di cui si parlava prima.
E a questo contribuiscono le leggi italiane. In teoria, secondo le leggi europee, andrebbero punite quelle fabbriche che producono più di 0,4 nanogrammi di diossina per metro cubo. Ma l'Italia, per aiutare l'ILVA, la principale produttrice di questa sostanza, ha elevato il limite a 100 nanogrammi, cioè 250 volte il limite europeo e 1000 volte quello della Germania. E così, la peggio l'hanno gli abitanti, che vengono sistematicamente avvelenati, al punto che le donne incinte producono spesso il latte con la diossina. Eppure ci sarebbe l'esempio di Trieste,dove le acciaierie Lucchetti producevano lo stesso livello di diossina. E' bastato un provvedimento regionale che intimasse all'azienda di ridurre le emissioni, pena la chiusura, e l'ostracismo degli austriaci, che la ditta in due anni è scesa a meno di 0,1 nanogrammi al metro cubo. Basterebbe fare lo stesso a Taranto, ma ci sono troppi interessi sotterranei e l'Albania non fa certo pressione.
Fonte: http://www.julienews.it/notizia/15272_t ... atore.html
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